Food & Wine

Ciao a tutti!

Come state? Tutto ok?

Dai, questa volta il silenzio è durato molto molto meno…solo un mesetto, bravo Francesco!

In uno dei trenta giorni passati, domenica 27 Novembre, ho avuto la gran bella possibilità di fare un salto alla manifestazione Food & Wine che si svolgeva alla stazione Leopolda di Firenze, al cui interno si svolgeva L’ECCELLENZA DI TOSCANA.

Procediamo per gradi. Siamo un gruppetto di amici ( 4, come quelli del bar ) che quando si presentano di queste occasioni difficilmente ce le facciamo scappare e siamo un team molto omogeneo, si perchè siamo in due ( io e l’altro sommelier ) che ci mettiamo un po’ di didattica e regole e gl’altri due ( aspiranti sommelier ) che ci mettono tutto il resto, di fondo, in ognuno di noi c’è una grandissima passione che ci porta a fare delle chiacchierate infinite pressapoco con chiunque ci dia corda sul tema vino.

Quindi che si fa? Oh, c’è L’ECCELLENZA DI TOSCANA alla Leopolda, si va? Riceviamo l’ok dalle rispettive Signore che acconsentono alle nostre richieste anche perchè altrimenti sanno che la domenica in questione sarebbe stata una domenica piena di sbuffi e di musi lunghi per ogni cosa e si parte.

Pensiamo bene che potrebbe essere una buona occasione per mangiare qualcosa insieme e allora il Fiorentino dei 4 suggerisce di mangiare qualcosa di easy al mercato centrale per poi andare alla degustazione. Ecco la prima nota positiva di questa domenica va proprio al mercato centrale. Idea azzeccatissima. Mi è piaciuta molto questa mescolanza di tipi di cucine diverse. Li puoi trovare dalla Pizza al panino con la Chianina, al fritto dell’aia fino ad arrivare all’uovo al tartufo, insomma un gran bel mix. Decidiamo di buttarci sulla Chianina, fritto e pizza e rimaniamo pienamente soddisfatti e sazi, con la pancia piena giretto veloce e via verso la Leopolda. Ah, piccola nota. E’ un posto che può trarre in inganno il portafoglio perchè ti puoi far trasportare dal ” sento questo, quest’altro e quest’altro ancora ” e ne esci che hai speso quanto ad andare a cena in un ristorante/pizzeria decente, però merita dai!

Facendo qualche chiacchiera ci incamminiamo verso la Leopolda e passeggiare per Firenze è sempre qualcosa di spettacolare, alzi il naso e l’arte sbuca da ogni foro e ti chiedi come sia possibile star di casa così vicino e conoscerla così poco, che peccato, dobbiamo colmare questo gap!

Arriviamo alla Leopolda ed iniziamo il nostro giro. Passiamo veloci tra i banchi alimentari tanto il mercato aveva già fatto il suo dovere e procediamo spediti verso gli espositori del vino. Partiamo dai bianchi, come regola vorrebbe. Qualche buon Vermentino qualche Vernaccia di un buon livello, ma si sa, la Toscana è terra di rossi ed è li che vogliamo andare a confrontarci e di due di questi vi voglio parlare un po’.

Il primo è il Pino Nero di Podere Fortuna, Coldaia il suo nome ( http://www.poderefortuna.com/vini-2009-2010/coldaia-2009/?lang=it ). Mi direte: ma come, non ci parli di un Chianti Classico, di un Brunello o di un Carmignano? No, ma non perchè non ce ne sarebbe da parlare ma perchè voglio andare un po’ al di là dei soliti commenti su quanto è tannico o meno il vino Toscano a base di Sangiovese. Lode a lui ma per fortuna abbiamo anche altro, ma torniamo al nostro Coldaia. 100% Pinot Nero e la Borgogna si trasferisce in Toscana. Qui il porpora la fa da padrone, si richiamano le viole, un campo di viole e se penso a quello che facevo da bambino e cioè giocare schiacciando le sue foglie il colore è ancora più vicino. Al naso i sentori sono nitidi e caratteristici del Pinot, quei frutti a bacca rossa/viola, una bellissima mora. Passi alla bocca e tutto viene stupendamente confermato con l’aggiunta di una gran bella mineralità e quella bevibilità che ti invita e berne un bicchiere dopo l’altro, e il problema era proprio quello, che non volevo più separarmene. Credetemi, non sono un fan incallito del Pinot Nero ma questo aveva davvero il suo perchè e vale la pena spenderci del tempo insieme, magari abbinandolo due fette di pane Toscano fresco e speck Trentino e il gioco è fatto.

L’altro vino con cui voglio sognare insieme a voi si chiama Giusto di Notri e l’azienda è Tua Rita ( http://www.tuarita.it/vini/giusto-di-notri/ ). Si scende in Maremma per gustare un vino dal blend bordolose ( Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc ). Qui il colore è il rubino, è lui che comanda e quando lo avvicini al naso è tutto chiaro, definito, i profumi sono nitidissimi. Ci sono dei frutti già maturi quali la prugna, la mora e poi si va verso note di tabacco e liquirizia tanto che già all’olfatto ne sono rimasto follemente innamorato. In bocca ti lascia senza parole, entra benissimo, il tannino è una seta e non è per niente aggressivo, una rotondità fantastica che lascia comunque spazio ad una buonissima freschezza. Insomma, fidatevi, se vi sedete al tavolo con lui e lo accompagnate ad un bel capriolo in umido, beh allora sarà davvero difficile separarsene.

Mi piacerebbe star qui a scrivere ancora riempiendovi le home dei vostri social, ma si è fatta una certa e domattina la sveglia suona presto, quindi è bene che mi appisoli.

Buona Notte a tutti e ci risentiamo presto come promesso.

Ciao

food-wine

Annunci