Rosé alla seconda!

Ma Ciao!

Ri-eccomi…non sono scappato eh, ci sono ci sono!

Prima di tutto voglio chiedervi scusa perché ieri ho dovuto ringambare la degustazione di Franciacorta e non ho potuto essere i vostri occhi…ma quando torni a casa e la tua nanerottola la sta mettendo a soqquadro se tu pensi bene di lasciare la mamma da sola con la peste, non sei un vero capitano, sei uno Schettino che abbandona la nave prima che affondi…io non me la sono sentita e sono rimasto anche perché è già diverse sere che quella pelle di mia figlia prima di addormentarsi ci fa vedere i sorci verdi…speriamo riprenda il suo vecchio iter altrimenti ci faranno santi, ah se avete suggerimenti sul COME FARE A FAR ADDORMENTARE DA SOLI I BIMBI PICCOLI dite pure eh, sono ben accetti consigli!

Però mi sentivo in colpa un po’ anche con voi perché vi avevo stuzzicato, spero, un po’ le idee con tutti quei discorsi sul Franciacorta e poi non vi riporto niente, quindi per farmi perdonare stamattina ho messo in frigo un rosé…un altro ( penserete )?!? Ora non credete che io abbia la cantina piena di Rosé d’ogni tipo, ok, mi piace e lo bevo volentieri, però non da riempirmi la cantina!

Questo Rosé chiamato dal produttore Baraonda ( azienda Casa Primis ) mi è stato gentilmente regalato da una vicina di casa che è la mamma del produttore stesso. È molto carina questa signora perché ogni volta che scende ( la Casa Primis è Pugliese ) a trovare suo figlio mi riporta sempre qualcosa e qualche volta ci è scappato anche qualche vino!

Ma veniamo al nostro protagonista…il Baraonda…siete pronti?!? Chiusi gl’occhi?!? Allacciate le cinture?!? Via, si parte!

Sinceramente mi aspettavo un vino un po’ scarichino, beverino ma niente di più e invece mi ha sorpreso, bravo!

Il colore rispecchia pienamente quello del rosato, un bel color melograno maturo che ti fa voglia di tirare un morso alla bottiglia e mangiartela, poi lo sfiori col naso e i profumi sono presenti e nitidi…un lampone non troppo maturo, un frutto di bosco un po’ acerbo lo rendono intrigante, ti fanno venir voglia di assaggiarlo…e così ho fatto ed eccola là, la Puglia vien fuori tutta la meridionalità di questo vino, sembra dirti BENVENUTI AL SUD, si perché è strong, audace, scherzoso e caciarone come sono gl’amici di giù. Il nome Baraonda è azzeccatissimo perché è un vino che t’invita a far festa con lui. È tutt’altro che scarico, è invece bello presente in bocca, persistente e non so perché ma io ci sento il ginepro…forse per quella ruvidità bonaria che lo caratterizza, per quella nota amarognola…ci sento anche un’amarena che ha preso il primo sole che inizia a maturare, insomma note che a me, in quanto amante dell’amaro, piacciono e non poco.

Poi chiudo gl’occhi e mi ritrovo la dove nasce questo vino, dove le persone vivono di terra e forse anche per questo all’inizio sono un po’ diffidenti con noi che ci presentiamo così ipertecnologici, ma bastano un bicchiere di buon vino bevuto fuori dal bar del paese e due chiacchiere fatte come si deve, meglio se fatte tra un filare e l’altro, a ribaltare la situazione…sei già uno di famiglia, quel che è suo è anche tuo, senso dell’accoglienza 1000×1000…e così è questo vino, nel bicchiere si può dimostrare un po’ distaccato ma una volta passato dalle vicinanze del naso e poi in bocca, non ha più segreti è aperto e accogliente e si fa apprezzare per quello che è…genuino, senza tanti optionals che risulterebbero un di più.

Per quanto mi riguarda, meridione batte settentrione 1 a 0…e il risultato potrebbe stargli anche stretto!

Notte a tutti!

Annunci