A verita sta tutt’ ca

Con questo titolo dovrei cominciare salutandovi con UE UE!

Chi, come noi, ha visto la seconda serie di Gomorra capisce subito che frase è questa…è quella che conclude una serie tv appassionante che ti incolla al televisore, fatta da attori molto bravi e da scene reali…uno spaccato della vita quotidiana dei clan, molto molto realistico.

Ve la consiglio, guardatela e non fate quelli che si tirano indietro perché è in Napoletano stretto…se ho capito io i dialoghi li può capire chiunque…e poi ci sono i sottotitoli!

Sottotitoli si, quelli che ci vorrebbero quando qualcuno che se ne intende, non io, parla di vino. Tutti quei paroloni che riempono la bocca ma che poi, a chi li ascolta, fanno dire: MA QUESTO CHE DIAVOLO HA DETTO?!?

Alla fine penso sia inutile andare a trovare chissà quali aggettivi, a volte anche fuori luogo, per descrivere dei sentori, degli aromi…l’uva del deserto, il bosso…per far capire cosa?!? O meglio per non far capire cosa?!? Chi è davanti a te, relatore, penserà che sei bravo si, ma forse se usi termini terra terra forse è meglio.

Terra terra. Perché il vino viene da li e questa è accessibile a tutti, grandi; piccini e anziani…la vite affonda le sue radici nella terra e il vino attraverso il suo frutto, l’uva, viene al mondo. La terra non è per i pochi eletti che sanno riconoscere l’uva del deserto, la terra è per tutti e si concede a tutti, basta solo saperla apprezzare, lei e suoi frutti e il vino è uno dei più belli che la madre terra ci abbia regalato.

Perché allora renderlo accessibile solo a pochi volendo escludere la maggior parte delle persone?!? No, per me non è così che va fatto perché il vino è lavoro, sudore, passione, amore e tutti possono provare queste cose, quindi vi do un consiglio da sommelier inesperto…quando vi avvicinate ad un bicchiere di vino chiudete gl’occhi, fate un bel respirone e via, cominciate il vostro viaggio…i profumi che vi invadono il naso e la gola, gl’aromi che accarezzano le papille gustative e quel bacco che piano piano scende giù giù fino ad arrivare nel vostro pancino e a lasciarsi dietro una scia di profumo intensissima…riaprite gl’occhi…e se non riconoscete la bacca di ginepro o i fiori d’arancio ma chi se ne frega, il buon bacco vi ha reso felici e vi ha appagato?!? E allora basta, siamo a cavallo perché mio babbo negl’anni 40 il vino lo assaggiava su una fetta di pane con tanto zucchero, ma che era BUONO sapeva dirlo.

Notte Uagliò!

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